Retargeting: cos'è e perché è la campagna più redditizia
Il 95–98% di chi visita il tuo sito se ne va senza comprare né lasciare un contatto. Il retargeting (o remarketing) è il modo per non buttare via quel traffico che hai già pagato: mostrare annunci a chi ti conosce già. Ed è, con una regolarità impressionante, la campagna con il miglior ritorno di qualsiasi account.
Come funziona, in pratica
Un codice di tracciamento (il pixel di Meta, il tag di Google) registra chi visita il sito e cosa fa. Le piattaforme costruiscono pubblici da queste azioni — «ha visto la pagina prodotto», «ha aggiunto al carrello», «ha visitato la pagina prezzi» — e tu mostri a ciascun gruppo il messaggio giusto per il suo momento. Non è magia: è il traffico che hai già generato, riutilizzato invece che sprecato. (Prerequisito: un tracciamento configurato come si deve.)
Perché rende così tanto
- Pubblico già caldo: ti conoscono, hanno mostrato interesse — manca solo la spinta finale;
- Costi bassi: i pubblici sono piccoli e specifici, la spesa è contenuta;
- Recupera decisioni sospese: la maggior parte degli acquisti non si perde per rifiuto, si perde per distrazione. Il retargeting è il promemoria al momento giusto.
Attenzione però alla lettura dei numeri: il retargeting mostra spesso un ROAS spettacolare anche perché raccoglie ciò che le campagne di acquisizione hanno seminato. Non è un motivo per farne meno — è un motivo per non giudicare l'acquisizione con il metro sbagliato.
I pubblici da cui partire
| Pubblico | Messaggio |
|---|---|
| Carrelli abbandonati / form iniziati | Rimuovi l'ostacolo: rassicurazione, promemoria, incentivo |
| Visitatori pagina prodotto/servizio | Prova sociale: recensioni, casi, garanzie |
| Visitatori generici (30 giorni) | Il tuo differenziante + un motivo per tornare |
| Clienti esistenti | Upsell, riacquisto, referral (spesso il pubblico più ignorato) |
| Pubblici da engagement social/video | Porta verso il sito chi ti guarda ma non ha ancora cliccato |
Il retargeting nelle nostre gestioni advertising non è un'opzione: è la prima campagna che sistemiamo, perché è quella che si ripaga più in fretta.
Fai controllare il tuo accountCome non diventare molesti
Il retargeting fatto male è quello che insegue per settimane con lo stesso banner. Le regole d'igiene: frequenza controllata (se una persona ha visto l'annuncio dieci volte senza cliccare, la undicesima non cambierà nulla), finestre temporali sensate (più corte per gli acquisti d'impulso, più lunghe per le decisioni ponderate), esclusione di chi ha già convertito — l'errore più diffuso e più costoso — e rotazione dei messaggi, perché la stessa creatività all'infinito logora il brand.
Da dove iniziare
Se fai advertising senza retargeting, stai lasciando sul tavolo la parte più facile del ritorno. Se non sai se il tuo account ce l'ha configurato bene, si vede in dieci minuti di audit — ed è esattamente il tipo di controllo che facciamo all'inizio di ogni collaborazione.
Quanto traffico stai sprecando?
Audit rapido dell'account: ti diciamo cosa recuperare, a partire dal retargeting.
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