Come scegliere un'agenzia di performance marketing: le 10 domande da fare
Scegliere l'agenzia sbagliata costa il doppio: i soldi spesi male e i mesi persi. Dopo anni passati anche a ereditare account gestiti da altri, sappiamo esattamente dove si nascondono i problemi. Ecco le 10 domande da fare a qualsiasi agenzia — noi compresi — prima di firmare.
1. «Gli account pubblicitari saranno di mia proprietà?»
La risposta giusta è sì, sempre. Account Google Ads, Business Manager Meta, pixel e dati storici devono essere tuoi: l'agenzia lavora come partner sui tuoi asset. Se l'agenzia tiene gli account a nome proprio, il giorno che te ne vai riparti da zero — ed è esattamente il motivo per cui lo fanno.
2. «Budget e fee sono separati e trasparenti?»
Devi sapere con precisione quanto va alle piattaforme e quanto all'agenzia. I "pacchetti tutto incluso" dove le voci si mescolano nascondono quasi sempre margini sul budget. Su come si compongono i costi abbiamo scritto guide trasparenti per Google Ads e Meta Ads — con i nostri prezzi pubblicati.
3. «Su quali metriche misurerete il lavoro?»
Se la risposta contiene «visibilità», «copertura» o «engagement», scappa. Le metriche di un'agenzia performance sono lead, vendite, costo per acquisizione, ROAS. Definite prima di partire, con obiettivi numerici scritti.
4. «Posso vedere un report di esempio?»
Il report dice tutto della cultura di un'agenzia: se è un PDF di 40 pagine di screenshot, serve a giustificare la fattura; se è una pagina con spesa, risultati, costo per risultato e prossimi passi, serve a te per decidere.
5. «Chi lavorerà davvero sul mio account?»
Il classico: ti vende il senior, ti gestisce lo stagista. Chiedi chi metterà le mani sulle campagne e chi sarà il tuo interlocutore. Nel nostro caso la risposta è semplice: il founder è presente operativamente nella delivery di ogni progetto.
6. «Che vincoli contrattuali ci sono?»
I contratti da 12+ mesi con penali di uscita proteggono l'agenzia, non te. Un ciclo trimestrale è il giusto equilibrio: abbastanza lungo per lavorare sui dati, abbastanza corto da dover meritare il rinnovo ogni volta.
7. «Cosa succede nei primi 30 giorni?»
La risposta rivela il metodo. Quella giusta suona come: audit di ciò che esiste, sistemazione del tracciamento, definizione degli obiettivi numerici, poi le campagne. Chi promette di «partire subito con le ads» senza misurare sta bruciando il tuo budget per sembrare veloce.
8. «Avete esperienza nel mio settore — o in problemi simili al mio?»
Il settore identico non è indispensabile; l'esperienza sul tipo di problema sì (acquisizione local, e-commerce, lanci…). Chiedi esempi concreti e recensioni verificabili — le stelline anonime non contano, i nomi e cognomi sì.
9. «Mi direste di no?»
Domanda scomoda apposta. Un'agenzia seria rifiuta i progetti dove non può portare risultati — budget insufficiente, offerta debole, aspettative irreali — e te lo dice alla prima call. Chi dice sì a tutto ha bisogno di te più di quanto tu abbia bisogno di lui.
10. «Come usate AI e automazione?»
Nel 2026 la risposta non può essere «non le usiamo» — significherebbe costi più alti del necessario — né «facciamo tutto con l'AI» — significherebbe nessun pensiero strategico. La risposta sana: AI per accelerare produzione creativa, test e reporting; teste senior per strategia e decisioni.
Vuoi farci queste 10 domande di persona? Prima call gratuita: rispondiamo a tutte, compresa la numero 9.
Mettici alla provaIl riassunto in una frase
Diffida di chi vende certezze e cerca chi ti mostra metodo e numeri: proprietà dei tuoi asset, trasparenza sui costi, metriche di business, nessun vincolo-capestro e la schiena dritta di dirti quando qualcosa non conviene. Tutto il resto è marketing — quello cattivo.
Stai valutando agenzie?
Portaci le tue 10 domande: prima consulenza gratuita e risposte senza giri di parole.
Richiedi una consulenza