Landing page che convertono: l'anatomia completa
Puoi avere le campagne migliori del mondo: se atterrano su una pagina sbagliata, stai pagando per far scappare le persone. La landing page è dove il traffico diventa contatti — o non lo diventa. Questa è l'anatomia che usiamo, sezione per sezione, con le regole che valgono per il 90% dei casi.
La regola zero: una pagina, un obiettivo
La differenza tra una landing e la home del sito: la home parla a tutti di tutto; la landing porta un pubblico specifico verso una azione specifica. Niente menu di navigazione, niente link di fuga, niente «scopri anche»: ogni elemento o spinge verso la conversione o è rumore. Il message match è la prima legge: la promessa dell'annuncio dev'essere ripetuta parola per parola nel titolo della pagina — l'utente che non ritrova ciò che ha cliccato se ne va in tre secondi.
L'anatomia, sezione per sezione
1. Above the fold: i tre secondi decisivi
- Titolo = il beneficio concreto, non lo slogan («Impianto dentale in 24 ore» batte «Il tuo sorriso, la nostra missione»);
- Sottotitolo = come e per chi;
- CTA visibile senza scrollare, con un verbo specifico: «Prenota la valutazione gratuita», non «Invia»;
- Un segnale di fiducia immediato: stelle Google, «500+ clienti», un logo riconoscibile.
2. Il problema e la soluzione
Prima le parole del cliente (il problema come lo direbbe lui), poi la tua soluzione come ponte. Chi si sente capito continua a leggere; chi legge un elenco di caratteristiche tecniche no.
3. La prova sociale
La sezione più sottovalutata: recensioni vere con nome e contesto, numeri verificabili, loghi. Vale più di qualsiasi copy — è il motivo per cui in ogni nostra pagina trovi recensioni con nome e cognome.
4. Come funziona, in 3 passi
Le persone non comprano ciò che non capiscono: «1. Compili il form → 2. Ti chiamiamo entro 24h → 3. Ricevi il piano». Semplice, rassicurante, riduce l'ansia da impegno.
5. Le obiezioni (FAQ)
Ogni domanda senza risposta è una conversione persa: costi, tempi, «e se non funziona?». Le FAQ sono il tuo commerciale che lavora di notte.
6. Il form: meno campi, più contatti
Ogni campo in più costa conversioni: chiedi il minimo per ricontattare (nome, contatto, 1–2 domande di qualificazione se servono al commerciale). E per il local: telefono cliccabile — metà delle persone preferisce chiamare, come visto nella guida alla lead generation locale.
Le landing sono parte di ogni nostro sistema di lead generation: le progettiamo, le scriviamo e le testiamo — perché il traffico senza conversione è solo una fattura di Google.
Fai valutare la tua paginaGli errori che ammazzano la conversione
- Mandare il traffico alla home «tanto poi si orientano» (non si orientano);
- Pagina lenta su mobile: ogni secondo di caricamento costa conversioni, e il traffico ads è mobile all'80%+;
- CTA generiche («Contattaci», «Scopri di più») invece del beneficio;
- Nessun tracciamento degli invii: senza evento di conversione configurato non puoi né misurare né ottimizzare (qui la guida);
- Zero test: la prima versione è un'ipotesi. Titoli, CTA e form si migliorano con i dati, non con i gusti.
Quanto deve convertire una landing?
I riferimenti indicativi: per lead generation, sotto il 2–3% c'è un problema (messaggio, offerta o traffico); tra il 5 e il 15% si lavora bene; oltre, dipende da offerta e settore. Ma il numero da ottimizzare resta quello a valle: costo per lead qualificato e per appuntamento. Una landing che converte al 20% con lead spazzatura è peggio di una al 7% con lead che comprano.
Il tuo traffico merita una pagina all'altezza.
Analisi della tua landing attuale: ti diciamo cosa la sta frenando, punto per punto.
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